Una pagina importante del Soft Power dell’Italia, tra libertà della Cultura e protezione del Patrimonio Universale

Il 6 febbraio 2024 è stata inaugurata al Museo di Bassora, in Iraq, la riproduzione del Toro di Nimrud donata dall’Italia. L’Ambasciatore italiano in Iraq Maurizio Greganti ha inaugurato presso il Museo di Bassora la targa in ricordo della donazione dell’Italia al Governo e al popolo iracheno della riproduzione del ”Toro di Nimrud”, gioiello dell’arte assira distrutto dalla furia iconoclasta dell’Isis-Daesh nel 2015. Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte numerose autorità irachene, tra cui il Ministro della Cultura, del Turismo e delle Antichità, Ahmed Fakak al Badrani, il Direttore dell’Iraqi State Board of Antiquities and Heritage, Ali Shalgham, e il Direttore del Museo, Mustafa Jasim  Al-Husseini, che hanno celebrato questa occasione come una felice tappa della ricostruzione del patrimonio culturale del Paese e una vittoria morale sulla furia iconoclasta di Daesh nel 2015.

L’Ambasciatore Greganti ha espresso profonda ammirazione per l’immenso patrimonio artistico e culturale iracheno, confermando il perdurante impegno italiano al fine di preservare e rendere fruibile questa eccezionale eredità, nel solco di una tradizione oramai consolidata grazie al lavoro straordinario di tanti esperti oltre che delle numerose missioni archeologiche italiane attive nel Paese, giunte ormai a più di venti.

Il toro di Nimrud è stato realizzato in occasione della mostra “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira” promossa e curata dall’Associazione Incontro di Civiltà del Presidente Francesco Rutelli, con il sostegno finanziario della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, al Colosseo di Roma nell’ottobre del 2016. La mostra è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Al termine della manifestazione a Roma, il toro è stato esposto nel 2017 presso la sede UNESCO di Parigi, divenendo un simbolo dell’azione #Unite4Heritage.

Per generosa iniziativa dell’Associazione Incontro di Civiltà e dell’Associazione Priorità Cultura, il toro è stato donato al Governo della Repubblica dell’Iraq che ha deciso di esporre la ricostruzione all’ingresso del rinnovato Museo Archeologico di Bassora nel maggio del 2019.

Il toro è una riproduzione fedele della statua di Nimrud, a dimensione naturale in scala 1:1: ricostruita dall’osservazione di foto e disegni, è stato prima creato un modello computerizzato tridimensionale dal quale sono poi stati ricavati i blocchi che sono infine stati assemblati. Il progetto è il risultato di una sapiente combinazione di nuove tecnologie ed esperienze artigianali di restauratori italiani sotto la guida di Nicola Salvioli, esperto restauratore formatosi presso la scuola d’eccezione dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze.

Il Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione è il Prof. Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria, supportato dalla Prof.ssa Frances Pinnock e dal Prof. Davide Nadali, responsabile delle attività in Iraq.

Statue di tori a testa umana della civiltà assira dell’Iraq del nord sono esposte presso il British Museum di Londra, il Louvre di Parigi e il Museo dell’Oriental Institute di Chicago: le sculture sono state trasportate in Europa e negli Stati Uniti a seguito degli scavi archeologici nelle capitali assire. L’operazione della donazione del toro di Nimrud al governo iracheno rappresenta il primo esempio di viaggio di ritorno di un significativo e distintivo simbolo delle antichità irachene, quale tangibile segno di forte cooperazione tra Iraq e Italia per la salvaguardia, la protezione e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico dell’Iraq.

Intervento del 2 marzo 2021 di Francesco Rutelli su “Come contrastare il traffico illecito del Patrimonio Culturale?” al Forum “Networking Experiences in the Fight against Illicit Trafficking of Cultural Property”. Un appuntamento dedicato alla diplomazia culturale e attività investigative internazionali organizzato dal Center for Cultural Heritage Technology-Istituto Italiano di Tecnologia e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Riprodurre le cose distrutte è possibile

 

Questo volume riassume la Campagna svolta dalle Associazioni Incontro di Civiltà e Priorità Cultura dal 2014 al 2020. Le nostre iniziative hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone: dal Colosseo, alle sedi delle grandi Istituzioni internazionali; da Roma, a Parigi, a Bruxelles, a Berlino; a Venezia, Spoleto, Palermo. Non ci siamo limitati a denunciare e far conoscere i nuovi disastri dell’iconoclastia, specialmente in Siria ed Iraq, ma abbiamo operato, assieme ai più qualificati esperti (guidati dal Professor Paolo Matthiae), alle imprese specializzate, alle istituzioni competenti, per dimostrare che riprodurre le cose distrutte è possibile.

Si è trattato di un cammino complesso, svolto con attenzione e cautela…

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Il Grande Archivio di Ebla è tornato a mostrarsi al mondo.

La sua ricostruzione in scala 1:1 è stata donata dall’Associazione Incontro di Civiltà all’Università La Sapienza di Roma. L’opera è stata realizzata nel 2016 da Arte Idea in occasione della mostra ‘Rinascere dalle distruzioni: Ebla, Nimrud, Palmira’ (Colosseo, 7 ottobre – 11 dicembre 2016), grazie al sostegno dell’allora Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo- oggi Fondazione Terzo Pilastro Internazionale. La cerimonia ha avuto luogo il 13 dicembre 2018 alla presenza del Magnifico Rettore Eugenio Gaudio, del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Stefano Aesperti, del Direttore della spedizione italiana ad Ebla Paolo Matthiae, del corpo docenti e di numerosi studenti. Il Grande Archivio, portato alla luce tra il 1974 e il 1976 dalla Missione Archeologica italiana in Siria, è ora distrutto. Una perdita enorme dovuta soprattutto all’incuria, alla mancanza di manutenzione della struttura in crudo, che si è quindi degradata fino alla sparizione. Conteneva circa 17.000 numeri di inventario tra tavolette intere e frammenti maggiori e minori. Le tavolette cuneiformi conservano la rendicontazione economica e amministrativa dello stato di Ebla, testi relativi alle relazioni diplomatiche della città, testi rituali della regalità e testi scolastici. Tra i documenti più rilevanti: i trattati con altre città; i testi del Rituale della Regalità, che ha alcuni punti di contatto con la Festa Sed dei faraoni egiziani; i testi scolastici, testimonianza dei più antichi dizionari della storia, con la traduzione di termini sumerici nella lingua locale di Ebla.

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